
Il tifoso juventino, esemplare unico e irripetibile, specie da proteggere e difendere in questi giorni di tempesta, verrebbe quasi l'idea di fare una lettera aperta al WWF. Una specie di animale che fino a qualche mese fa sembrava avere vinto tutte le battaglie evolutive dei cento vent'anni di storia pallonara, tant'è che le apparenze sono come sempre effimere e pronte ad essere rivoltate dall'incedere maestoso dei venti.
Gli juventini erano sempre invidiati e sempre tacciati con estremo sarcasmo di giochi sinistri di ombre, di successi che erano così disarmanti, gli altri, gli avversari si appellavano spesso all'avversità dei Numi, alla fortuna così accondiscendente per la grande vecchia Signora del calcio italiano, e noi juventini eravamo felici di essere così baciati e coccolati dalla dea bendata, eravamo così convinti che lassù qualcuno ci amasse davvero, pur tuttavia sapevamo che prima o poi la ruota sarebbe girata anche per noi, lo pensavan o un po' tutti e forse si credeva che un tempo saremmo diventati una squadra normale, con le debolezze e la paure di tutte le altre compagini, nessuno però poteva immaginare lo tsunami di proporzioni bibliche che da cinquanta giorni a questa parte si è abbattuto sulla società bianconera per giunta su una delle migliori juventus degli ultimi vent'anni.
Così in poco più di un mese si è frantumata l'immagine che il glorioso club torinese si era creato nei suoi oltre cento anni di storia. Un'immagine che per i romantici del calcio quale sono io ha il sorriso ironico dell'avvocato Giovanni Agnelli, ha i capelli candidi di Giampiero Boniperti, la faccia pulita di Marco Tardelli, il braccio sulla nuca dell'eroe Michel, il codino divino di Roberto Baggio, le parabole fluttuanti d' Alessandro Del Piero, il cuore grande e la classe sibillina di Gaetano Scirea, le ginocchia supersoniche di Boniek, le mani da gigante di Dino Zoff.
La juventus è e resterà sempre questa per tutti quanti amano il calcio, per tutti quelli che hanno la convinzione che il male esista in tutti e a prescindere da tutto, per quelli convinti che il giustizialismo sia una negazione della verità quanto la frode, per tutti quanti amano lo sport e sanno che alla fine è il bene che vince. Ma quale futuro per gli juventini, insomma che ne sarà di noi? No si sa in quale campionato andremo a giocare, non si sa con quali giocatori lo affronteremo, non si sa nemmeno con quale nome verremo (ri)battezzati ma sappiate che rinasceremo dalla cenere e che torneremo più forti e famelici di prima, perché la juventus football club è un'idea sana e geniale è un'idea vincente che non può essere cancellata dalle aule di nessun tribunale e perché, di questo sono sicuro, in fondo in fondo lassù qualcuno ci ama.
Carlo Buonerba
www.worldmagazine.it
Gli juventini erano sempre invidiati e sempre tacciati con estremo sarcasmo di giochi sinistri di ombre, di successi che erano così disarmanti, gli altri, gli avversari si appellavano spesso all'avversità dei Numi, alla fortuna così accondiscendente per la grande vecchia Signora del calcio italiano, e noi juventini eravamo felici di essere così baciati e coccolati dalla dea bendata, eravamo così convinti che lassù qualcuno ci amasse davvero, pur tuttavia sapevamo che prima o poi la ruota sarebbe girata anche per noi, lo pensavan o un po' tutti e forse si credeva che un tempo saremmo diventati una squadra normale, con le debolezze e la paure di tutte le altre compagini, nessuno però poteva immaginare lo tsunami di proporzioni bibliche che da cinquanta giorni a questa parte si è abbattuto sulla società bianconera per giunta su una delle migliori juventus degli ultimi vent'anni.
Così in poco più di un mese si è frantumata l'immagine che il glorioso club torinese si era creato nei suoi oltre cento anni di storia. Un'immagine che per i romantici del calcio quale sono io ha il sorriso ironico dell'avvocato Giovanni Agnelli, ha i capelli candidi di Giampiero Boniperti, la faccia pulita di Marco Tardelli, il braccio sulla nuca dell'eroe Michel, il codino divino di Roberto Baggio, le parabole fluttuanti d' Alessandro Del Piero, il cuore grande e la classe sibillina di Gaetano Scirea, le ginocchia supersoniche di Boniek, le mani da gigante di Dino Zoff.
La juventus è e resterà sempre questa per tutti quanti amano il calcio, per tutti quelli che hanno la convinzione che il male esista in tutti e a prescindere da tutto, per quelli convinti che il giustizialismo sia una negazione della verità quanto la frode, per tutti quanti amano lo sport e sanno che alla fine è il bene che vince. Ma quale futuro per gli juventini, insomma che ne sarà di noi? No si sa in quale campionato andremo a giocare, non si sa con quali giocatori lo affronteremo, non si sa nemmeno con quale nome verremo (ri)battezzati ma sappiate che rinasceremo dalla cenere e che torneremo più forti e famelici di prima, perché la juventus football club è un'idea sana e geniale è un'idea vincente che non può essere cancellata dalle aule di nessun tribunale e perché, di questo sono sicuro, in fondo in fondo lassù qualcuno ci ama.
Carlo Buonerba
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