
TREDICESIMA PARTITA
Sui gradini un manipolo sparuto
si riscaldava di sé stesso.
E quando
-smisurata raggiera- il sole spense
dietro una casa il suo barbaglio, il campo
schiarì il presentimento della notte.
Correvano su e giù le maglie rosse,
le maglie bianche, in una luce d'una
strana iridata trasparenza. Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda.
Piaceva
essere così pochi intirizziti
uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l'ultima gara.
Lo stesso Saba legge la celebre lirica in una delle sue rare apparizioni televisive:
Abbiamo alcune note dell'autore che meglio ci fanno comprendere il contesto e il luogo dove egli ebbe l'ispirazione di tale lirica: La tredicesima partita narra Saba "Fu giocata a Padova", "Si disputava in quel pomeriggio (non festivo), una partita eliminatoria fra il Padova e un'altra squadra"... "gli scarsi spettatori erano riuniti su di un'altura".
Il motivo che riemerge "rovesciato" rispetto alle altre opere liriche di Saba è che solo nella grande emozione di quello spettacolo di folla gridante, il poeta riesce ad essere una volta tanto , come tutti gli uomini "normali" di tutti i giorni. Inno, dunque, a una normalità tanto sognata e spesso "vietata" all'artista.
Nessun commento:
Posta un commento