La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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venerdì 26 marzo 2010

Delusione Juve

Delusione, rabbia, sgomento sono questi gli stati d'animo, dopo l'undicesima sconfitta in campionato maturata al San Paolo di Napoli, di una squadra che a parte il promettente inizio d'anno, non è riuscita ad esprimersi secondo le sue potenzialità. Quello che lascia sconcertati addetti ai lavori e tifosi, è l'assoluta mancanza di grinta e di reazione dopo avere subito l'ennesima rimonta consecutiva. L'effetto positivo di Zaccheroni, sembra essersi dissolto nel giro di un mese ed ora i conti rischiano davvero di non tornare più. 
Settima posizione ma la Juventus per rientrare nel giro Champions vanta la peggiore classifica avulsa delle tre pretendenti al quarto posto. Due sconfitte con il Palermo, attualmente quarto, una sconfitta e una vittoria con la Sampdoria e due sconfitte con il Napoli, il che significa che i ragazzi di Zaccheroni per potersi giocare i preliminari, devono per forza essere sopra di almeno un punto ai rosanero isolani e agli azzurri partenopei. Non sarebbe un'impresa impossibile se la squadra ci fosse, ma dopo la debacle contro Hamsik e compagni il dubbio che i bianconeri non abbiano più frecce al loro arco aleggia minaccioso. In queste ore è attesa la smentita di Prandelli (del resto non potrebbe fare altrimenti) circa il suo possibile approdo a Torino per la prossima stagione, certo è che se il tecnico dal passato bianconero decidesse davvero di affrontare questa sfida, si caricherebbe sulle spalle una granbde sfida. Speriamo.  
Chi vivrà vedrà, tuttavia l'idea di una rifondazione totale a questo punto sembra l'unica strada percorribile per ridare alla Juventus il fascino e la forza che le competono per storia, prestigio e tradizione. Dal punto di vista tecnico, sono molti i giocatori che dovranno lasciare Torino per diversi e svariati motivi: Melo e Amauri, sono i primi nella lista, il fatto è sperare che un grande mondiale per il primo e magari un fine stagione condito da gol pesanti per il secondo possano fare risalitre le loro quotazioni attualmente ai minimi storici, poi Zebinà, Grygera, Grosso giusto per restare sul minimo sindacale poiché i nomi potrebbero e dovrebbero essere molti di più. Ora il fatto davvero importante è però che questa dirigenza, piuttosto debole nell'oceano feroce del calciomercato, ha dimostrato in questi anni di non avere grandi competenze calcistiche, solo così si possono spiegare gli acquisti onerosi come Tiago, Almiron, Andrade Poulsen, Melo, ma ancora di più ha mostrato una debolezza nella valorizzazione dei giocatori in uscita: Ibrahimovic, Mutu, Marchionni, Cristiano Zanetti, praticamente regalati rispetto ai valori di mercato a Inter e Fiorentina. Urge inutile dirlo, un cambio deciso e netto col passato, urge un nuovo direttore sportivo che abbia gli artigli, urgono nuove figure di rilievo che possano aiutare l'unico uomo con competenze calcistiche presente in società: Roberto Bettega. Urge un programmazione a lunga gittata e non dettata da spinte emozionali di attimi, urge cambiare rotta e obbiettivi se si vuole davvero che nel nuovo stadio che sta nascendo per il calcio (a proposito dovrebbe essere pronto per l'inizio della stagione 2011-2012) a calcio ci si possa davvero giocare da Juve e non da comprimari. 
Carlo Buonerba

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