La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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martedì 30 marzo 2010

Giorni infuocati in casa Juve: tra contestazione dei tifosi, deferimenti e possibili cambi tecnico-dirigenziali

Che l'annata non fosse di quelle migliori lo si era già capito in Settembre, ma quanto sta accadendo alla Juventus in questi ultimi mesi ha davvero dell'incredibile, solo in parte spiegabile con il pesante ridimensionamento di risultati sportivi via via divenuti sempre meno ambiziosi: l'obiettivo massimo di queste ultime otto giornate è il quarto posto, anche se a ben osservare il Palermo di questi tempi le speranze sono minime, poi si sa nel calcio come nella vita nulla è mai detto. La vittoria interna sull'Atalanta tiene accesso il lumicino, tre punti giunti grazie alla ritrovata vena su calcio di punizione di capitan Del Piero e al bel colpo di testa a scendere del redivivo Felipe Melo, subentrato a inizio ripresa a Candreva, ma a ben vedere proprio la partita vinta contro i nerazzurri di Bergamo ha ancora messo in luce le pesanti carenze di gioco e personalità di una squadra in spasmodica cerca di sé stessa, l'infortunio di Diego (meno preoccupante del previsto salterà verosimilmente solo la prossima sfida di Udine) ha finalmente  permesso di rivedere in campo il talentino di Giovinco, unica nota lieta delle ultimissime settimane, ma ahimè gli strascichi della partita con l'Atalanta forse rimarranno indelebili: l'inibizione dai campi da gioco di Roberto Bettega per le presunte ingiurie rivolte all'arbitro negli spogliatoi è solo la ciliegina su una torta amara da digerire; l'episodio di cui è stato vittima Jonatan Zebinà, è un deprecabile atto di razzismo e stupidità dal quale il calcio italiano si deve assolutamente affrancare se vuole tornare ad essere di un certo livello, il razzismo che sta continuando a dilagare negli stadi italiani è vergognoso e incivile, segno di una società che risponde alla crisi economica con una involuzione preoccupante. Ma per tornare ai problemi di una Juve che vorrebbe uscire dal tunnel oramai pare che si vada verso cambi profondi in seno a dirigenza e apparato tecnico. Proprio di queste ore è la notizia che Diego Della Valle (salvo smentite o ripensamenti) ha deciso di abbandonare la presidenza onoraria della Fiorentina, il fatto lascia intendere che Prandelli possa a questo punto sentirsi libero di emigrare, essendo tramontato il progetto ambizioso che lo legava ai viola. 
Probabilmente sarà proprio Cesare Prandelli il nuovo allenatore della Juve, il tutto diventa intrigante se si somma all'altra notizia che aleggia attorno alla Nazionale Italiana ossia che Marcello Lippi quale che sia il risultato del Mondiale in Sudafrica non sarà più il tecnico degli azzurri a fine kermesse. Al puzzle ambizioso che stiamo componendo manca ancora un tassello di primaria importanza: considerando l'ipotesi piuttosto realistica e auspicabile che monsieur J. Claude Blanc torni a ricoprire soltanto il ruolo per cui era stato chiamato da J. Elkhan alla Juve,  ossia l'amministratore delegato, e che Alessio Secco venga un pochino meno responsabilizzato affiancandogli un'altra figura di maggiore esperienza e competenza nella giungla del calciomercato come Baldini ex Roma e Real Madrid, resta scoperta ancora una carica di primaria importanza: ossia chi sostituirà Blanc alla presidenza della vecchia Signora? Certo che per storia, tradizione e spessore umano Andrea Agnelli sarebbe l'uomo giusto al posto giusto, ma i dubbi rimangono nonostante la proposta sia romanticamente auspicabile.
Carlo Buonerba

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