La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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martedì 16 marzo 2010

L'inizio dell'era Alonso


Magico esordio di Fernando Alonso con la Ferrari, al primo appuntamento di stagione in Bahrain lo spagnolo dimostra in gara tutta la personalità che gli ha permesso negli anni passati di conquistare due mondiali con la Renault e vola ad ottenere il primo posto davanti al compagno di squadra Felipe Massa. Un inizio di stagione strepitoso per la Rossa di Maranello che con quella odierna ottiene l'ottantesima doppietta della sua gloriosa storia, e in un solo colpo si riprende il centro della scena dopo una stagione sfortunata e maledetta come quella passata.

Primo appuntamento del mondiale mediaticamente più atteso degli ultimi anni, la prima di Alonso in Ferrari, il ritorno in gara dopo lo spaventoso incidente di Budapest per Felipe Massa, e soprattutto il ritorno alle corse del Fenomeno Schumacher che a 41 anni , si rimette in gioco (lautamente ripagato fra ingaggi e sponsor si parla di una cifra attorno ai 50 milioni di euro) e porta dopo una pausa di anni la Mercedes in gara con una macchina tutta sua. Il cannibale Schumi, forse nei giorni scorsi aveva sognato un rientro con botto e con champagne e magari una presenza per lo meno sul podio, ma si deve essere subito reso conto come i giovani e terribili piloti di oggi non hanno alcun romantico rispetto verso il 7 volte iridato, che ha chiuso questa prima gara con un sesto posto anonimo, dietro anche al compagno di squadra Rosberg.

Peccato per il suo erede, il tedeschino SebastianVettel, capace di capitalizzare al meglio per tre quarti di gara la Pole di ieri rimanendo in testa , ma tradito dalla sua Redbull Racing che attorno al 33 giro accusa un problema allo scarico che lo costringerà in definitiva a restare ai piedi del podio, sopravanzato oltre che dalle furie rosse anche da Lewis Hamilton, l'unico per carisma ed auto (McLaren Mercedes) a impensierire in questo inizio stagione il presumibile dominio Ferrari.

Il capolavoro e la classe di Ferdinando Alonso vero matador di questa prima apparizione in Ferrari si materializza già in partenza: infatti lo spagnolo partito bene ma dalla terza posizione, affianca prima del primo tornante Massa (partito secondo) costringendo nella seconda curva il compagno di squadra in traiettoria esterna a rimanere dietro, e in pratica chiude il discorso con Felipe già da subito, anche perché quest'anno i pit stop saranno meno incisivi e penalizzanti delle ultime 15 stagioni, infatti il nuovo regolamento vieta il rifornimento di carburante in gara e ciò cambierà di molto le strategie e diminuirà sensibilmente oltre ai costi delle trasferte transoceaniche delle squadre anche i sorpassi ai box.

Nei primi giri Vettel sembra scappare via rifilando 5 secondi allo spagnolo e una decina a Massa, però dopo il cambio gomme, Fernando e la sua Ferrari hanno un altra marcia, stesso dicasi per Massa, e così Alonso inizia a mettere pressione al tedeschino che sollecita la sua monoposto forse in maniera eccessiva, tant'è che al giro 34° Alonso mette le cose a posto e scavalca il pilota della Redbulls, infilando giri veloci a ripetizione e scavando un solco tra se e Felipe invalicabile. Aveva sognato un esordio con vittoria dopo la sua personale lunga astinenza, Fernando che come il padre gli ha sempre detto fin da piccolo, è convinto che non si è mai davvero un grande pilota se non si vince con la Ferrari. Alonso il predestinato arrivato dalle Asturie, ha cominciato a vincere subito, e come un amore a prima vista che ti raggela il cuore non ha alcuna intenzione di smettere. Hola campione bienvenido in Ferrari.

Carlo Buonerba

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