La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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lunedì 22 marzo 2010

Sampdoria-Juventus: La Juve non c'è più e perde anche a Marassi

Partita fondamentale quella giocata in posticipo tra la Juve di Zaccheroni che doveva rispondere e reagire dopo la brutta figura in Europa e la Sampdoria di mister Del Neri, che vanta contro i bianconeri il triste primato affatto invidiabile di non essere ancora riuscito a batterli. Ma in questa stagione la Juventus ha fatto cadere molti tabù correggendo in negativo record costruiti in oltre cento anni di storia. E così anche il buon Gigi, ha festeggiato in questo annus horribilis bianconero, infliggendo la prima sconfitta della sua avventura da tecnico alla Juve. Eppure i bianconeri avevano iniziato col piglio giusto, rispolverando dopo 5 mesi d'assenza Iaquinta titolare a fare coppia con del Piero, cui dietro in cabina regia agiva Diego, linea difensiva a 4 con Zebina e Grosso sulle fasce e il duo Legrottaglie Cannavaro al centro. La Sampdoria dal canto suo riproponeva (di nuovo titolare dopo parecchio tempo) Cassano a supporto dell'unica punta Pazzini. Partita corretta ma maschia e giocata sul filo dei nervi, la posta in palio è alta, il Palermo (quarto in classifica) dopo il pari di ieri è a portata di vittoria per entrambe le compagini. Inizio molto acceso atleticamente con continui capovolgimento di fronte ma di azioni da gol nemmeno a parlarne. Fino al 22 quando un lancio di Poulsen (buona la sua prova) imbecca Iaquinta davanti a Storari che s'immola ad anticiparlo in uscita evitando contatto e sicuro rigore. Al 35' la Samp risponde con un colpo di testa a botta sicura di Lucchini, a Chimenti battuto è Marchisio sulla linea a salvare la Juve. Finisce il primo tempo senza ulteriori sussulti. La ripresa inizia senza cambi per mister Zaccheroni la Juve macina gioco a centrocampo ma tutte le azioni passano centralmente diventando facile prede di una Samp schierata a riccio e pronta a ripartire in contropiede. Diego sempre più oggetto misterioso di un sogno di mezza estate, continua la sua fase involutiva, incaponendosi in dribbling che non portano davvero a nulla se non al suo sfinimento fisico. Al 12 è Del Piero dal limite a provare il tiro dalla sua zolla ma questa stagione non sembra avere pietà nemmeno per il capitano bandiera. Entra Trezeguet per Iaquinta sfinito e dopo verso il 30' Candreva per Marchisio(strana scelta dato che Diego e Sissoko sono davvero in pessime condizioni, ma la Juve non cambia, il risultato si. Al 35' Cassano dal limite dell'area lascia partire un tiro potente, in bello stile di prima ma molto centrale di traiettoria, Chimenti che tra l'altro sembrava dovere esser sostituito già nel primo tempo per problemi fisici, resta sorpreso e si fa letteralmente aprire le braccia dalla fiondata dell'idolo di Bari vecchia: Un gol evitabilissimo con una portiere in attività... 5 anni lontani dai campi di gioco sono troppi anche per i fenomeni figuriamoci per degli onesti professionisti come Chimenti. Il portiere comunque si rifarà nelle azioni successive (a frittata ormai fatta) che significheranno per la Juve sconfitta meritata e sesto posto.  La salita per la Champions è sempre più ripida.
Carlo Buonerba

3 commenti:

  1. Dopo l'ennesima sconfitta di una squadra quantomai stanca;mi sono fatta una domanda: ma allora, la "dipartita" di Ciro Ferrara perchè non faceva rendere la squadra...a cosa è servita, visto che la squadra continua a non rendere???

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  2. Be questa è una giusta considerazione anche se in effetti Ciro aveva perso davvero il polso della situazione, con Zaccheroni mi pare sia un pò meglio lasciando perdere queste ultime disfatte in cui la difesa e il portiere hanno contribuito in modo sostanziale.

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  3. Speriamo almeno in 4posto... !!!!

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