La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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sabato 6 marzo 2010

Tre punti d'oro contro una grande Fiorentina, e la Juve ritorna in piena corsa Champions


Non era facile dopo la caduta interna contro il Palermo, per i ragazzi di Zac andare al Franchi e centrare una vittoria contro una Fiorentina in crisi di risultati ma non di gioco. In effetti anche nel primo anticipo dell'ottava di ritorno la Fiorentina ha confermato specie in casa di attraversare un pessimo momento per risultati e classifica. La Juve di Zaccheroni, invece, si è rialzata e con una prova coriacea e attenta ha fatto quello che doveva senza alcun timore di spazzare via la palla quando ce n'era bisogno, ma con il cinismo e il piglio della grande squadra quando c'è stato l'attimo di affondare il colpo.
Pronti e via nemmeno il tempo di annotare che capitan Del Piero era stato lasciato ai box dal tecnico bianconero che gli aveva preferito come seconda punta Diego, nemmeno il tempo di comprendere quale era il disegno tattico di Zac che Diego Ribas da Cunha, imbeccato alla perfezione da Candreva, entrava in area e con un gioco di prestigio della scuola do Brasil, metteva a sedere Frey e insaccava a porta vuota portando in vantaggio la Juve con un grande gol.

I "fortunati" tifosi juventini giunti al Franchi (data la scelta dell'Osservatorio di vietare la trasferta fiorentina agli ultras juventini di Piemonte e Lombardia), esultano quasi increduli data la rapidità del vantaggio, ma si sa i gol prematuri spesso sono portatori di grandi pene per le coronarie e quant'altro. La Fiorentina riparte a testa bassa e cerca di comprimere gli ospiti nella loro metà campo, e in buona parte ci riesce. Al 13' buco centrale creato da Jovetic, che inventa il corridoio per Gilardino, l'attaccante spara a botta sicura ma si fa ipnotizzare da un Super Manninger che devia d'istinto in angolo. La Juventus prova a fare male in contropiede e quasi ci riesce al 21 quando Trezeguet illuminato da un Marchisio versione nazionale, carica la botta ma il piede di Comotto si materializza tra lui e i pallone e il difensore viola, mette in angolo. Quando oramai la Juventus sembra avere preso le misure alla reazione rabbiosa della Fiorentina in cerca del pari, ecco che Gobbi da 30 metri vede Marchionni sbucare sulla sinistra, De Ceglie decide di sorvegliare Gilardino al centro dell'area, lasciando colpevolmente l'esterno da solo, Manninger in disperato tentativo sbaglia la posizione dell'uscita e il grande ex della serata, Marchionni migliore dei suoi, lo castiga con un tocco beffardo di testa. Uno a uno e palla al centro, i viola caricati dal pari, chiudono la prima frazione all'attacco ma senza la giusta lucidità. Si va negli spogliatoi.
Nella ripresa però, la Juve è un'altra squadra, il tecnico decide che è il momento di riproporre Grosso, per un De Ceglie che tra l'altro sembrava piuttosto dolorante a fine frazione, la Juve torna a giocare per vincere, nei primissimi minuti Trezeguet imbeccato a centro area spara sul miracoloso intervento di Frey, sarebbe angolo ma l'azione era stata interrotta per un off side segnalato erroneamente.
La Fiorentina punta di più sul possesso palla, ma i ragazzi di Zac quando verticalizzano mettono davvero paura, e se Melo inizia a recuperare palloni e non perderli e Candreva (a proposito a questi livelli il mondiale non sarebbe più un sogno) ci mette il cuore la lucidità e il coraggio, allora la Juve può davvero sognare anche in questa stagione di ottenere qualche risultato prestigioso (leggi Europa League). Dopo un paio di tentativi da ambio le parti, al 23' la chiave del match, Diego ruba palla sulla destra serve Sissoko che inventa il pertugio per Grosso, l'eroe di Germania 2006, entra in area di slancio, ignora David al centro dell'area e infila con tocco di classe, alle spalle di un Frey incolpevole. I viola accusano il colpo e provano confusamente a colpire ma in pratica la partita finisce qui, a parte la grandissima azione di Marchisio in pieno recupero che con una doppia finta entra in area si libera del difensore e calcia a giro, permettendo al portierone francese di regalarsi altri applausi e alla Juve di allentare negli ultimissimi minuti la pressione caotica dei padroni di casa. Tre punti d'oro quindi contro una grande Fiorentina, attesa dal ritorno di Champions col il Bayern. Vittoria per la Juve importantissima per tornare al 4° posto virtuale in attesa del risultato di Palermo-Livorno, ma anche per avere il morale giusto per il difficile impegno contro gli inlgesi del Fulham in Europa League.

Carlo Buonerba

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