Guardando realisticamente i risultati dell'intera stagione, non è che si potesse immaginare uno scenario diverso nella difficile e proibitiva trasferta al Meazza contro un Inter costretta dopo anni di dominio incontrastato a seguire la Roma e a cercare di immettere nei giallorossi una pressione ulteriore ad un derby che di suo già ha il Dna della partita della vita.
Ora non resterà che attendere che cosa ci dirà l'Olimpico, in una partita che speriamo scivoli via sul campo e non nelle pagine nere della cronaca, i derby si sa sono "animali" anomali, non esiste nulla di scontato nemmeno se la Lazio di questa stagione è la copia sbiadita di quella sorprendente dell'anno passato e nemmeno se la Roma ha portato a ventuno i risultati utili consecutivi. Il derby è unico alla faccia di tutti e tutto.
. Per tornare su quanto successo a San Siro, la Juve di suo aveva iniziato la gara in modo dignitoso, cercando di mettere in difficoltà i padroni di casa e riuscendoci verso il decimo con Del Piero dal limite, ma non appena i nerazzurri hanno iniziato a prendere metri, il nervosismo e le pecche di una squadra allo sbando sono venuti fuori in modo chiaro e inarrestabile. L'operato dell'arbitro , non deve essere un alibi per i giocatori, che la prima ammonizione di Sissoko possa essere eccessiva e "regalata" nessun dubbio, ma se l'arbitro ammonisce per dare un segnale preciso, un giocatore deve sapere leggere tale segnale. Detto ciò il problema in classifica e la distanza dalla quarta che potrebbero aumentare non dipendono certo dalla partita contro l'Inter, erano ben altre le partite da vincere o da pareggiare: penso alla rocambolesca partita interna con il Napoli, a quella con il Catania (allora ultimo in classifica, poi si dice che gli allenatori non contano, complimenti a Mihalovic), a quella assurda con il Siena, tutte storie non da Juve. Ora quello che rimane i dodici punti a disposizione, quasi sicuramente non basterebbero a sopravanzare Palermo e Sampdoria nemmeno se la Juve le vincesse tutte, cosa piuttosto impensabile in questa stagione in cui la Juve ha frantumato molti dei record più negativi della sua gloriosa storia, è rimasto quello delle 15 sconfitte in un campionato, quello della stagione 61-62, il rischio è che questa Juve riesca nell'impresa di battere anche quel tristo primato, anche se con quattro partite in più rispetto a quelle di quell'annnus horribilis, la speranza è che già contro il Bari in casa la Juve possa almeno ritrovare i tre punti per alimentare le minime speranze d'Europa sperando che le altre possano non approfittare per l'ennesima volta di questa battuta d'arresto.
Carlo Buonerba
Il calcio, lo sport e i fatti più rilevanti di cronaca. L'idea che tra sport e arte, tra calcio e poesia vi siano rimandi continui e metafore "azzardate", è ciò che ha scatenato in me la voglia di avere una mia voce, che credo e spero possa piacere. Per chi volesse approfondire, rimando al mio sito ufficiale: http://www.lavocedicarlobuonerba.com/
La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.
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CIAO CARLO BUONERBA .. IO SONO "DAVIDE BUONERBA" ... NON CREDEVO CHE UN SICURAMENTE LONTANISSIMO PARENTE FOSSE JUVENTINO ....
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