La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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mercoledì 5 gennaio 2011

Il poeta a sedici anni

Non amava la violenza delle musiche moderne
Quanto la soffice surrealtà della classica
Che meglio di altre si adattava alla sua essenza
Tutta volontà e alienazione.

Spesso si abbandonava a danze macabre e meschine
Nella stanza velluto rosso e crimine
Immaginava sogni perversi di possessi
Spinto da riti profani e da Orff

Quando in trance nel cuore della notte
Singhiozzava, mani torte dita flagellate,
La sua espiazione per annegamento
Nessuno poteva credergli.

In effetti, lo si vedeva sempre superbo
Nell’ombra più oscura degli abissi
Innestare le sue melodie crudeli
Di stupri e vittime
Di logiche sommerse.
Chi avrebbe predetto una solitudine
Così allarmante, non scelta?

Tuttavia la notte rimaneva curvo, l’ombra ritratta sul muro
Per ore propinava sofferenze idiote
Incideva i suoi polsi per avere visioni

E quando ridestato da rumori reali
Tornava alla realtà fanghiglia e ruggine
Tutto l’odio, poco prima celato all’interno
S’infrangeva sui suoi simili
Come tempesta o grandine.

Detestava più d’ogni altra cosa
La superficialità dell’uomo
I sorrisi stinti
Le spinte inermi alla mediocrità.

Nascondeva dentro sé indicibili tesori
Cristalli sfusi e acri
Che non desiderava disperdere
All’allegria dei popoli

Nelle notti, insonne, si faceva aiutare
Da dei bendati e maledetti
Da marmellate amare di poesia francese
Dalla sfolgorante follia di Rimbaud
Dal terrore più nascosto di Ludwig
Dai venti isterici delle Alpi
Che a tratti gli donavano nuove orecchie
                                                               Per istanti intensi di musica rara

E quando gli schiaffi della realtà
Ne incisero l’animo
Dispensò acri carezze
Promise sorrisi ignobili
Pur di tornare con un balzo al sogno
Di farfalle putrefatte con zampe di gigante
Dove cementi disarmati si sciolgono
Nel clamore e nello sciabordio dei venti.


Carlo Buonerba

2 commenti:

  1. Per tutti gli amici di fb che amano la poesia, ecco quello che io considero il mio manifesto poetico, un abbraccio. Carlo.

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  2. Ciao Carlo davvero una bellissima poesia,molto intensa...

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