Un romanzo dentro un romanzo, una vita scandita dalla pesantezza delle
attese in amore. La luce intermittente del sentimento amoroso che fa da
corollario all’intera vicenda è soltanto l’incipit, la cornice entro
cui vengono gettate luci ben più abbaglianti e oscure.
Le grida che la protagonista, Eleonora, scaglia nell’ambientazione di
una Torino “Olimpica” sono intrise di dolore, grida di denuncia e
ingiustizia. La realtà delle istituzioni “totali” (quella ospedaliera da
cui muove i primi passi il sentimento amoroso, quella carceriera che
segna l’immersione del libro dentro il libro per così dire “sociale” )
in cui Eleonora suo malgrado è immersa, viene smontata pezzo per pezzo
con uno sforzo ricostruttivo impressionante.
L’attesa è quella di un destino che sembra irridere in modo indelebile
alla protagonista, pur così vivacemente convinta che alla fine il
puzzle possa magicamente risolversi.
E così tra le molte citazioni presenti che fungono da “titolo” e dettano
il percorso di ogni capitolo, quella che più suggerisce il pathos di
Eleonora, ma anche forse descrive l’intreccio impressionante degli
eventi sembra essere di Paolo Coelho: “In ogni istante della vita siamo
con un piede nella favola e l’altro nell’abisso”.
Carlo Buonerba
Potete leggere questa recensione e quelle di altri autori nel sito della Casa Editrice, Angolo Manzoni. Andate nel link qui sotto.
http://www.angolomanzoni.it/articoli/leggi/1358
Il calcio, lo sport e i fatti più rilevanti di cronaca. L'idea che tra sport e arte, tra calcio e poesia vi siano rimandi continui e metafore "azzardate", è ciò che ha scatenato in me la voglia di avere una mia voce, che credo e spero possa piacere. Per chi volesse approfondire, rimando al mio sito ufficiale: http://www.lavocedicarlobuonerba.com/
La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.
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