La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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giovedì 29 novembre 2012

Alex Zanardi, pubblicato su Storie di Sport


Alex Zanardi e l'Oro di Londra 2012 

Un mito iniziato dalla fine
La storia di Alessandro Zanardi è quella di un uomo che ha saputo vincere molte delle battaglie che ha combattuto nello sport come nella vita. Molti ricorderanno la data o per lo meno le immagini del punto di non ritorno che ha segnato la storia umana e sportiva del mito Zanardi:  il 15 settembre del 2001 in una gara del Campionato Kart a Lausitzring, in Germania, dopo avere effettuato una rimonta incredibile dall’ultima posizione fino a condurre la gara, Alex, uscito dai box e tolto il limitatore di velocità, perde il controllo della sua Reynard-Honda, va in testa-coda e viene travolto dalla Reynard-Ford di Alex Tagliani. Uno degli impatti più violenti e spaventosi che la storia dell’automobilismo moderno ricordi: l’auto di Zanardi in pratica viene divisa in due, così come il suo corpo.
Dopo due settimane di coma farmacologico e decine di interventi, Zanardi è miracolosamente salvo. Da qui in poi la storia, umana e professionale, di Alessandro Zanardi, laddove molti si sarebbero arresi,  o non avrebbero saputo accettare la nuova vita fatta di dolore, di protesi (Alex ha perso entrambi gli arti inferiori),  di mesi e mesi di riabilitazione, cambia e diviene leggenda.  Alex torna a camminare e soprattutto continua a crescere come uomo, un esempio di leggerezza, forza d’animo e caparbietà.  Perché l’indomabile bolognese non solo cammina, ma torna anche a correre, e lo fa tornando ad essere competitivo e raggiungendo nel 2006 con la BMW al WTCC, una prestigiosa  vittoria in campo internazionale nella gara 1 della tappa turca a Istanbul.......      Per leggere l'articolo nella sua interezza andare sul link, qui sotto. Grazie.


http://www.storiedisport.it/?p=2245

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