La Voce di Carlo Buonerba

La Voce di Carlo Buonerba
Buongiorno. Sperando che il giorno poi sia buono davvero, è difficile fare una presentazione di una cosa che nemmeno si conosce e nemmeno si comprende dove potrà arrivare, gli esordi di per sé non mostrano mai il valore, ma solo gli intenti, le sottili e ispide flessioni dell’animo che guidano verso una mèta di cui si comprende la forma, forse, ma non certo il contenuto. L’idea, la volontà, l’obiettivo a cui questo spazio vorrebbe tendere è in sé azzardata e anacronistica, trovare il punto di non ritorno che lega indissolubilmente Arte e Sport: le gesta di campioni che fanno sognare la folla, ma anche una cultura poetica, un occhio sensibile e”diverso” che sia uno specchio della società che ci circonda e quando fosse necessario una critica dura senza se ne ma. Dire, dunque, che questa Voce sia pregna solo di sport è un vizio di forma dal quale voglio subito disilludervi. Lo sport, il calcio, la mia malcelata juventinità latente, saranno è vero una base solida su cui poggiare, ma mai dovranno rappresentare un limite, un confine invalicabile dal quale sia impossibile affrancarsi. L’idea ammaliante che un atleta possa essere paragonato a un artista di per sé stata affrontata da grandissimi e insospettabili personalità del nostro tempo, ed è una tematica sulla quale mi impegnerò parecchio, mostrando ai cari lettori aspetti sconosciuti, rischiando anche con parallelismi assurdi e forzati di perdermi. Vi saranno articoli (calcistici ma non solo), riflessioni, suggestioni, poesie sparse e riarse, tutti scritti “rubati” a grandi autori, creati da me medesimo o da chi potrà essere affascinato dal tentativo di fondere l’arte nello sport e lo sport nell’arte. Come tutte le creazioni artistiche di una certa complessità, questo mondo parallelo e distonico, si alimenterà del contributo fondamentale e imprescindibile del fruitore, a cui chiedo, uno sforzo inumano per interagire, correggere e dettare le linee per una nuova voce che sia veramente nuova e non per tutti.

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giovedì 11 marzo 2010

Una Juve Sontuosa strapazza il Fulham


Partita vera, partita tosta quella che i ragazzi di Zaccheroni hanno offerto all'olimpico di Torino contro il Fulham di Roy Hodgson. Il mister aveva chiesto attenzione e impegno, la Juventus esce da questo primo round più forte e sicura di prima, pur con il neo della rete subita a Torino, ma assolutamente in grado di ottenere non solo la qualificazione ma anche un risultato positivo nel ritorno in quel di Londra settimana prossima.

Inizio tambureggiante da parte dei bianconeri che partono alla grande, e dopo un paio di affondi sulla sinistra da parte di Candreva, trovano la prima vera occasione da goal al 7' con Trezeguet, che di testa devia spizzandolo un cross di Grosso, Schwarzer il numero uno del Fulham si immola e devia in angolo. Dalla bandierina va Diego, cross alto e arrettrato su cui piomba Legrottaglie che schiacciando la palla con un grande stacco insacca per il primo vantaggio juventino. I padroni di casa crescono in possesso palla e convinzione, gli inglesi un po' in affanno si difendono e cercano di ripartire. L'inerzia del match è tutta a favore dei ragazzi di Zac e così il raddoppio ampiamente nell'aria arriva di conseguenza ma certo dal giocatore meno atteso: al 25' è infatti Zebinà a inventarsi un gol da cineteca, scatto dalla tre quarti doppio dribbling sui difensori inglesi nettamente sorpresi e palla con un sinistro a giro e con traiettoria a uscire che sbatte sul palo e si insacca. Zebinà non sa nemmeno come esultare cerca di togliersi la maglia ma non ci riesce, del resto in 6 anni di Juve è questa la sua prima marcatura, tant'è che è un vero golasso la stoccata del francese. Quando oramai la Juventus domina in lungo e in largo i timidi giocatori inglesi decisamente tramortiti dal doppio svantaggio, arriva su una punizione causata dallo stesso Zebinà, il gol ospite: punizione sulla tre quarti palla di Duff per Etuhu che spara un tiraccio senza alcuna pretesa che però una deviazione sfortunata e inevitabile di Legrottaglie trasforma in gol. Accorciate le distanze i bianconeri londinesi prendono coraggio e provano a impensierire la Juventus che va un po' in leggero affanno perdendo il predominio a centrocampo fino ad allora incontrastato. Ci sono 10 minuti di black out sul finire della frazione per i ragazzi di Zac che però tengono botta e riescono a limitare i danni. Negli ultimissimi minuti del primo tempo la Juve conquista un angolo dopo una tambureggiante azione di Diego che scarica la palla indietro per Grosso abilissimo a stoccare di prima, e a obbligare Schwarzer al miracolo in deviazione alta sopra la traversa. Ennesimo angolo per la Juve, battuto da sinistra palla per Trezeguet a centro area il francese tira di potenza la sfera sbatte sul palo e torna tra i piedi del cobra che stavolta infila nel sacco, la palla prima di entrare in rete sfiora Brazzo schierato a sorpresa dal tecnico , ma la rete è da attribuire a Re David, che così firma il 170° gol coi colori bianconeri, piazzandosi a solo 8 distanze dal mito Bettega, in quarta posizione assoluta. Finisce così il primo tempo e in pratica la partita perché la ripresa non offre più nulla, se non un di minuti nelle gambe per Camoranesi subentrato a Brazzo negli spogliatoio e per Iaquinta che ha rilevato Trezeguet a metà frazione.

Bella partita, dunque in cui una Juve tonica ha dimostrato i progressi già visti al Franchi, e in cui soprattutto migliorano le prestazioni dei singoli : ottimo Candreva , buona la prestazione di Poulsen e Marchisio, discreta la partita di Cannavaro in netto miglioramento rispetto a un mese fa, stesso discorso per Grosso, anche se il migliore in campo per quanto si è dannato nel pressing offensivo e nel compito di spronare i compagni è stato Trezeguet, capitano di serata, per la seconda panchina consecutiva di Alex. Ora il mirino del cobra dovrà spostarsi su altre maglie bianconere quelle senesi, magari con il rientro del suo gemello d'attacco Del Piero.
Unico rimpianto la rete subita, ma per quanto il trasfromismo delle squadre inglesi nella partite casalinghe sia grande, pare tanta e tale la differenza da non potere esserci storia, una Juve che veleggia sicura sventolando il drapello per i quarti.

1 commento:

  1. Bella partita, loro pericolosi solo al gol (tiro destinato fuori rimpallato) e un colpo di testa du corner regalato da cannavaro...
    Buona gestione nel secondo tempo, inutile rischiare un pericoloso 3-2...

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